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zamparzigogola
Dal punto di vista di ariela: io, Israele, il m.o., il mondo
30 luglio 2010
Tra i due litiganti, chi "goderà"?

                                    

Mustafà Bader Aladin, appartenente a Hizbollah e cognato di Immad Mourniegh, è il principale sospettato dell’assassinio dell’ex primo ministro libanese, Rafik Hariri.

Nasrallah è fuori di sè dalla rabbia e in un discorso ha delegittimato il comitato d’inchiesta internazionale. Come previsto ha farfugliato il nome d’Israele (che, per una volta, c’entra come i cavoli a merenda).

Assad (discolpato) ha ricevuto a Damasco il re saudita Abdallah, si sono consultati e adesso si precipita a Beirut per arrivare prima che si annunci ufficialmente il nome del colpevole.

Insomma, grande tensione in Libano, se incolpano Mustafà Bader Aladin è come se incolpassero Nasrallah. Nasrallah è il grande capo di Hizbollah. Hizbollah fa parte del governo libanese. La stabilità in Libano è generalmente precaria, ma adesso è veramente in pericolo.

Il banco scommesse è aperto, con quale mezzo Nasrallah cercherà di deviare l’attenzione?

 

accuserà Israele di aver assassinato o contribuito all’assassinio di Hariri.

 

spedirà verso Gaza la flottilla già bella pronta che avrebbe dovuto partire se la Turchia (sì,

sì, leggete bene, la Turchia) non si fosse intromessa convincendo gli organizzatori a desistere. Israele reagirebbe e l’attenzione si concentrerebbe su di lei.

 

scalderà la nostra frontiera.

 

4° tenterà di rapire soldati israeliani.

 

Scommettete, gente, scommettete...ahhh, l'esotico Medio Oriente, non ci si annoia mai...

 

Mi scuso per come scrivo i nomi, ma traduco dall’ebraico e non ho la minima idea di come si scrivano in lettere latine.

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da ariela il 30/7/2010 alle 0:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 luglio 2010
Mabruk, Gaza city

A Gaza hanno inaugurato il primo centro commerciale. Se ho capito bene si estende su tre piani, ma per il momento soltanto due sono attivi, comunque sia, è bello, moderno, nuovo e sberluccicante. La gente sembrava contentissima,  forse non si può trovare ancora proprio tutto, ma è senz’altro un passo avanti. A me ha fatto molto piacere vedere alla tv l’affluenza, la gioia, l’eccitazione ed ascoltare quello che dicevano al giornalista israeliano che li intervistava. Mabruk (che sarebbe un augurio in occasione di qualcosa di nuovo). Allora, tanto per guastare la festa, Hamas ha pensato bene lo stesso giorno dell’inaugurazione del centro commerciale di vietare  alle donne il fumo di narghilla nei posti pubblici  (suppongo che qualche Immam abbia aggiunto una nuova regola alla sharia).

    

Mi dispiace, ho ingrandito la foto e adesso è flou...sono la solita pasticciona.

 

Un’altra notizia che mi ha commosso è stata pubblicata ieri su Iedioth Aharonot, la notizia concerne l’altra parte dei palestinesi, quelli della Cisgiordania, Abu Mazen per intenderci. Un giovane di Ramallah, definito come A sul giornale, ha organizzato una visita al museo di Yad vaShem, cioè il museo della Shoà a Gerusalemme, per un gruppo di giovani palestinesi “Se vogliamo arrivare alla pace, dobbiamo capire gli israeliani. Ho partecipato a diversi incontri con giovani israeliani e ho sentito il bisogno di sapere di più sulla Shoà, ho approfondito ed ho invitato altri giovani palestinesi a fare altrettanto”. A ha lanciato un appello su Facebook ed ha ricevuto reazioni di ogni genere, finalmente un gruppo di 27 giovani sono arrivati a Yad vaShem. Perchè questa notizia mi ha commosso? Perchè mi sono sempre chiesta se gli incontri tra giovani israeliani e giovani palestinesi servono a qualcosa e questo è un segno, forse piccolo, ma sempre un passetto avanti .

“Umanitario ma non fresco” è il titolo dell’articolo pubblicato oggi su Iedioth Aharonot e si riferisce alle medicine che molto generosamente sia le nazioni europee che quelle arabe inviano a Gaza nell’ambito degli aiuti umanitari: 70% di dette medicine hanno oltrepassato la data di scadenza. Ma non solo medicine, per esempio la nave Rachel Corrie  (quella della flottila turca) ha trasportato per Gaza cemento la cui data di scadenza era quindici anni fa, quindi inusabile. Io avrei intitolato l’articolo “Umanitario ma non troppo”.

Sapete perchè bisogna avere tre figli? Perchè uno va in vacanza con la famiglia in Canadà, l’altro se ne va con la famiglia in Thailandia, almeno che ne rimanga uno a casa a tenere compagnia alla vecchia mamma-nonna, no?

 

 




permalink | inviato da ariela il 22/7/2010 alle 17:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
15 luglio 2010
In attesa di moderazione...ha, ha, ha...

Per qualche mese ho incluso nel mio “giro” web la lettura della sezione Mondo di Panorama, in cui ci sono articoli/post commentabili. Il livello dei commentatori spesso è molto basso da tutti i punti di vista, infatti ho smesso di frequentare da un bel po’. Due giorni fa ci sono ripassata e...sono stata censurata.

In America viene accettata una legge che permette qualsiasi volgarità sui media pubblici.

In Italia si diventa tanto corretti che persino la parola “cretinate” viene censurata.

Qui sotto il copia-incolla dei commenti, arjabes sono io come molti lettori del mio blog ormai sanno. I puntini sono al post del nick del commentatore, non so se sia permesso riportarlo.

Il 13 Luglio 2010 alle 15:52 ....................... ha scritto:

L’informazione embedded insiste. Per quel che possiamo la contrastiamo. Intanto il problema qui non è Hamas, ma il governo tedesco, che semplicemente riprende una dichiarazione unilaterale ed arbitraria degli USA che dichiarano organizzazione “terroristiche” tutte quelle organizzazioni che hanno il grave torto di non essere gradite all’Amministrazione USA e alla Israel Lobby. Ma basta legge i libri di Chommsky – “un ebreo che odia se stesso”, secondo una fantasiosa terminolia della propaganda sionista – per scoprire quanto gli USA siano stati essi la principale organizzazione terrorista in ogni parte del mondo. Quanro poi alla correttezza israeliana basta qui ricordare quale fine abbiano fatto i danari presi dalle tasche dei pacifisti rapiti e sequestrati. Mi giunge voce che in Israele si sono fatti acquisti con le carte di credito e i bancomati rubati agli attivisti. Insomma, quel che si capisce bene al di là di ogni dubbio è che la propaganda israeliana – attraverso i suoi uomini e le sue donne nonché le sue sofisticate tecniche – sta tentando di cambiare le carte in tavola, passando dalla parte che le compete di aggressore feroce e senza scrupoli a quella di vittima aggredita. Basta qui ricordare che i parà israeliani hanno sparato nel buio a vittime che certe non potevano vederli e tanto meno passare dal ruolo di aggrediti a quello di aggressori…

Insomma, quando potremo avere un’informazione degna di questo nome!

 

Il 13 Luglio 2010 alle 18:45 arjabes ha scritto:

Il tuo commento è in attesa di approvazione da parte del moderatore.

A me giunge voce che in questa sede ognuno può sparare le cretinate che vuole senza obbligo alcuno di citare le fonti a cui attinge per diffondere notizie. Di sicuro c’è che spessissimo i disonesti attribuiscono agli altri disonestà, i bugiardi attribuiscono agli altri mancanza di sincerità, i razzisti incolpano spesso gli altri di discriminazione e così via.

Questo mio commento non è stato pubblicato 

Il 15 Luglio 2010 alle 14:08 arjabes ha scritto:

Il tuo commento è in attesa di approvazione da parte del moderatore.

Mi fa ridere che mi abbiate censurato, o meglio, che il mio commento sia da due giorni in attesa di moderazione. Attribuisco a due ragioni la censura (è questo il bavaglio di moda in Italia?), la prima per aver definito cretinate alcune accuse non provate di un altro commentatore. La seconda per avergli chiesto le fonti a cui attinge le notizie, o più probabile, le diffamazioni che divulga.
Da parte mia sto chiarendo se c’è del vero in quelle accuse.
Alla redazione di Panorama, complimenti, mica è facile essere veramente comici!

Neanche questo mio altro commento è stato pubblicato.




permalink | inviato da ariela il 15/7/2010 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
7 luglio 2010
Danziamoci su

Questo film sta facendo il giro del mondo, per lo più fa sorridere, soltanto in Inghilterra ha suscitato critiche livide. In realtà i soldati di questa pattuglia stanno per terminare il loro periodo di servizio militare ed hanno espresso la loro soddisfazione danzando in barba al dovere di soldato coscienzioso. Appartengono al Nahal, un'arma in cui servono molti ragazzi di kibbuz, i superiori hanno deciso di non punirli, hanno sicuramente pensato che dopo tre anni di naja, ci si può anche lasciare andare un tantino.




permalink | inviato da ariela il 7/7/2010 alle 22:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
3 luglio 2010
Chi è di parte non parte-cipa

                                     

                                     Foto Atta Avissat, Hamossaf le Shabbat, Yediot Aharonot

Il 25 giugno 2010 la famiglia Shalit si è messa in marcia verso la liberazione del figlio. Sono cinque anni che è prigioniero di Hamas. Sono cinque anni che le organizzazioni internazionali  ed i governi delle varie nazioni dimostrano il loro menefreghismo verso il tallone d’Achille d’Israele. Sono cinque anni che Hamas dimostra di non avere la maturità per governare una nazione visto che si ostina ad ignorare convenzioni internazionali (in questo caso sulla prigionia) e sceglie comportamenti incivili. Sono cinque anni che i nostri governanti dimostrano la loro impotenza. La famiglia Shalit si è messa in marcia e con lei, decine di migliaia di cittadini. Tutte le sere, prima di arrivare nel kibbuz che li accoglie per la notte, Noam Shalit fa un discorso pubblico e chiama in piazza Nethanyahu a rispondergli, e il primo ministro balbetta, farfuglia, tenta di sollevare un coro di generali che rispondano e dimostrino il pericolo che ci minaccerebbe se liberassimo gli specifici prigionieri richiesti da Hamas, ma il coro è un pietoso falsetto appena udibile. L’altro ieri Yedioth Aharonot ha pubblicato la classifica degli assassini: chi ha ammazzato più di dieci israeliani, non verrà liberato (ho gettato via il giornale e non sono sicura dei numeri), chi ne ha ammazzati “solo” otto, è usabile per lo scambio.  E’ probabilmente vero che sarebbe pericoloso liberare i prigionieri che Hamas esige, perchè adesso ci si esibisce in competizioni di forza come in un circo. Il pericolo, secondo quanto leggo, sarebbe nell’atto in se stesso, perchè i palestinesi, e gli arabi in generale, lo interpreterebbero come atto di debolezza israeliano. Il lato israeliano della faccenda, per me, è diverso: la nostra forza, al centro della nostra forza, sta ed è sempre stato così, l’impegno morale. Moralmente quando si esige da un ragazzo un minimo di tre anni della sua vita in cui diventa proprietà dell’esercito, l’esercito ed il governo hanno il dovere di fare tutto il possibile per restituirlo alla propria famiglia nelle migliori condizioni possibili. Il dilemma quindi è se preferire rafforzare Hamas o rafforzare moralmente noi israeliani. Il vero dilemma, forse sta nel scegliere in base a quello in cui tu credi o scegliere in base a quello in cui credono i tuoi nemici. Secondo me, l’ho già scritto più volte, la nostra base morale, non soltanto verso noi stessi, anche verso i palestinesi, è da sempre la nostra vera forza ed è quella che ci ha permesso di sopravvivere in situazioni molto difficili. Il governo ha quindi il dovere di restituire Ghilad Shalit alla sua famiglia e se ciò significa accontentare Hamas e magari rafforzarlo, ne vale la spesa perchè nella stessa misura, o forse in maggiore misura, significa anche rafforzare lo spirito di tutti noi e, particolarmente, dei nostri giovani soldati che così sapranno che l’esercito ed il governo non li abbandoneranno mai alla loro sorte per quanto dipenderà da loro. Sarà lo scambio di prigionieri dettato da Hamas ad avvicinare il terzo round come sostengono Bibi ed i suoi consiglieri? No, lo sappiamo tutti, è nell’aria, il terzo round si sta avvicinando indipendentemente dalla liberazione di Ghilad e non per nostra volontà. Abbiamo già assistito al film “Allah u akhbar, chiudiamo il cerchio” e lo stiamo rivivendo, niente di nuovo sotto il sole (infatti ho detto a Lapalisse di fare un’assicurazione al nostro biglietto per la Nuova Zelanda, in caso dovessimo disdire all’ultimo momento).

E a parte questo il tre luglio 1971 è morto Jim Morrison.

 




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25 giugno 2010
Notiziuole 2

Bene, venerdì sera, sono tornata dalla sala da pranzo comune indenne e persino senza particolari sberleffi. Però...un certo senso di responsabilità da parte degli italiani, io me l’aspettavo. Insomma, occorre pensare un po’ di più agli italiani all’estero prima di farsi sbattere fuori dal mundial in modo tanto umiliante!

“ Se Erdogan sapesse che partecipo a questo congresso mi farebbe fuori” ha confidato il partecipante turco ad un congresso in tema di assicurazioni che si tiene a Tel Aviv. Io non so se Erdogan lo farebbe fuori, ma so che ad Hanoover, in Germania, durante un festival di balli folkloristici, il gruppo di giovani ebrei della comunità locale, non è riuscito ad esibirsi perchè preso a pietrate da giovani turchi della comunità turca locale. Stranamente la direzione del teatro non ha chiamato la polizia nonostante vi fossero alcuni feriti, e, naturalmente, danni al locale. In seguito la polizia è stata avvisata e pare che abbia trattenuto due turchi. Proprio il caso di dire ...mamma li turchi...Comunque se la moda arriva anche in Europa, proporrò al mio kibbuz di creare una piccola industria di fionde, credo che ci sia un buon potenziale di acquisto dalle vostre parti (smile).

Il ministro israeliano dell’industria e del commercio, Benyamin Ben Eliezer (laburista) a conclusione di un giro d’incontri con esponenti del mondo industriale e rappresentanti governamentali nelle diverse capitali europee ha dichiarato “Nei miei incontri si è anche discusso della situazione d’Israele. Gli europei hanno espresso preoccupazione; persino veri amici d’Israele hanno chiesto che cosa abbiamo intenzione di fare. Questo ci obbliga ad incominciare a pensare”. Gulp, le mie riflessioni sono due:

1° - quel “ci”, a chi si riferisce? Se include se stesso, sono piuttosto pessimista a meno che non abbiano scoperto un’alternativa alla materia grigia, in tal caso, magari anche lui riuscirebbe a pensare.

2° - il proverbio “Meglio tardi che mai”...è affidabile?

                   Benyamin Ben Eliezer pensa...incomincio a preoccuparmi...

 

Un rappresentante dell’UNRWA ha dichiarato che se il Libano acconsentisse a dare più diritti ai profughi palestinesi (dopo 60 anni li chiamano ancora profughi!!!), diminuirebbe la loro adesione a movimenti islamici estremisti. Anche su questo tema ho una doppia riflessione:

1° - ma dai, davvero?

2° - “...movimenti islamici estremisti...” cioè: non nominare il nome di Hizbollah invano.

Oggi su Yedioth Aharonot, quotidiano israeliano, c’è scritto che le navi “pacifiste” iraniane e libanesi che dovevano prendere la rotta di Gaza, hanno ammainato le vele e se ne stanno a casa. Si avvera che il Libano non ha voglia di stuzzicare Israele. Circa gli iraniani, chissà che cosa gli ha fatto cambiare idea, forse non amano il mare. In compenso pare che i turchi vogliano ripetere il successo della prima crociera.

 

 

 

 




permalink | inviato da ariela il 25/6/2010 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
21 giugno 2010
Notiziuole

Be', lo ammetto, un po’ mi sono commossa. Stasera al notiziario tv abbiamo potuto seguire un autobus israeliano che è entrato a Betlemme. A bordo le cinquanta guide turistiche israeliane, ebrei e drusi, non riuscivano a nascondere l’emozione. Dopo dieci anni di assenza, potranno di nuovo accompagnare i loro turisti a visitare anche Betlemme. L’accoglienza è stata non meno commovente, vecchie conoscenze, albergatori, guide turistiche, negozianti. Abbracci, strette di mano e gran pacche sulla schiena. Persino i poliziotti palestinesi sorridevano.  Si stanno creando ponti di collaborazione in diversi campi tra l’Autonomia Palestinese ed Israele. Piccolo barlume di speranza.

Sempre sulla linea Betlemme-Gerusalemme: un mussulmano ed un ebreo si sono fatti una bella corsa da Betlemme a Gerusalemme per avvicinare la pace. A parte il fatto che avrebbero potuto farla d’inverno che in questi giorni, da quelle parti, c’erano 39-40 gradi, non riesco a capire in che modo una corsa avvicini la pace. Eppure è una vera moda, quelli fanno una marcia da un posto all’altro per protesta. Quelli corrono da un posto all’altro per avvicinare la pace. Non si contano più quelli che arrivano da casa del diavolo in bicicletta in nome della pace. Io una proposta ce l’avrei: noi incominciamo a marciare verso la Nuova Zelanda, i zelandesi incominciano a marciare verso Israele. Una volta arrivati, ci si riposa per un centinaio di anni e poi vedremo. Sono sicura che, almeno per gli israeliani, questa marcia avvicinerà notevolmente la pace.

           

Ho letto che domani arriverà in Israele Gianfranco Fini. Tempo fa uno dei visitatori di questo blog mi aveva mandato il trafiletto di un giornale che riportava la notizia che Gianfranco Fini aveva ricevuto in regalo un ritratto di mio padre disegnato da Mafai perchè, secondo il donatore, mio padre assomigliava a Fini. Ringraziando, Fini si è dichiarato onorato di assomgliare ad un intellettuale del livello di mio padre ed ha fatto appendere il ritratto nel suo studio a Montecitorio. A me, immaginare mio padre appeso nello studio del Presidente della Camera dei Deputati a Montecitorio, mi fa sbellicare dal ridere. Mio padre era un anticonformista nel senso più positivo della parola. Non esibizionista, un vero anticonformista di carattere, di mentalità e di gusti. Credo che mai e poi mai, avrebbe immaginato di finire su un muro così importante. E credo che neanche Mafai, suo caro amico, l’avrebbe immaginato.

Oggi nell’atrio della sala da pranzo comune mi dicono che il ragazzone nell’angolo è un italiano. Mi avvicino: niente po’ po’ di meno che un genovese!!! E di Albaro per di più. Mi racconta che a quattordici anni ha letto un libro sulla Guerra dei sei giorni, ha incominciato ad interessarsi di Israele, ha letto più libri, ed ha voluto conoscere la vita in un kibbuz. Ma...in kibbuz si può venire come volontari soltanto se si hanno diciotto anni. Due settimane fa ha compiuto gli anni ed eccolo qui.

Vi ho già detto che Bar Am è l’ombelico del mondo?

         




permalink | inviato da ariela il 21/6/2010 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
18 giugno 2010
I feel blue

Mi sembra di vivere a mezz’aria, il  “se” accompagna i due terzi dei miei discorsi.

Se non scoppierà una guerra, in settembre partiremo per un mese di vacanza in Australia e Nuova Zelanda.

Se non scoppierà una guerra, in novembre terrò un corso di tecniche per l’attore.

Se scoppierà una guerra...

Se...se...se...

La sensazione è quella di vivere il momento prima della catastrofe, e la sensazione che segue è che il mondo, come uno stormo di corvi, sia in attesa. Dopo ci saranno le accuse reciproche, le falistà e le esagerazioni. Il senso d’impotenza è enorme, ieri ho letto la notizia secondo la quale il responsabile del giornalismo internazionale all’ONU ha convocato tutti i giornalisti stranieri di New York per parlare e mostrare un documentario filmato sulla Mavi Marmara. Ha escluso  i due israeliani che hanno insistito di poter partecipare e di mostrare, con un filmato, la versione israeliana dei fatti. Il rifiuto è stato categorico. Gli hanno fatto causa. Ammesso e non concesso che vincano la causa, embe’? Il mondo corre, la prima impressione è quella che resta nella memoria, il giornalismo è un prodotto di consumo, gli islamici sono tantissimi, hanno tanto petrolio, tanti petrodollari e tanto bisogno di odiare per esistere. La partita è persa in partenza. Incomincio a pensare che se anche avessimo un governo meno cretino, la partita si gioca altrove, qui siamo solo semplici trompe l’oeil.

       

I nostri fanatici religiosi, gentilmente definiti da Lapalisse scarafaggi, ieri hanno organizzato una impressionante manifestazione in difesa del loro legale diritto di discriminare nelle scuole.  Per di più una giovane signora che alleva da sola la sua bambina, tre anni fa ha fatto appello al tribunale perchè le hanno tolto la sovvenzione statale quando si è iscritta all’università, mentre la stessa sovvenzione viene regolarmente versata ai padri che studiano nelle yeshivot. Qualche giorno fa ha vinto la causa ed è stata immediatamente varata una legge che non distingue tra gli studenti laici e quelli religiosissimi. La legge è uguale per tutti. Insomma, sono portata a pensare che persino la destra laica incominci ad averne le tasche piene degli ultra(s) religiosi. Questo pensiero rafforza la mia convinzione che la soluzione sia “Due stati per due popoli”, uno per gli ebrei laici, l’altro per gli ebrei ultra religiosi. Quest’ultimo in prossimità di Gaza, tra sharia e alachà non c’è grande differenza.

In estate a Tel Aviv ci sono sempre concerti all’aperto, quest’anno  gli artisti hanno disdito, credo in segno di solidarietà per i terroristi dell’IHH ammazzati dagli israeliani sulla Mavi Marmara. Forse sarebbe stato meglio per tutti se i soldati israeliani si fossero lasciati linciare tranquillamente. La differenza tra ebrei ed islamici nei confronti della vita ci frega sempre:

gli islamici si augurano di morire, essere martiri è la loro ambizione suprema, ma quando li accontentiamo, tutti ce l’hanno con noi. Gli ebrei si ostinano a vivere, ad esistere a tutti i costi, ma quando riescono in quest’intento, tutti ce l’hanno con loro. Va a sapere come bisogna comportarsi.  Elton John, unico giusto a Sodoma, invece è arrivato, si è esibito davanti a 47.000 persone infinitamente grate, ed è ripartito.

Haim Oron detto Giumes, il leader di Meretz, già l’anno scorso aveva chiesto che la Kennesset si confrontasse con il tema del genocidio degli armeni da parte dei turchi, ma nessuno gli aveva badato. Adesso, invece, se ne parlerà.

Chissà come mai, così all’improvviso...

La piattaforma Il Cannocchiale, sta diventando impossibile, avevo deciso di chiudere il blog o di trasferirmi su un'altra piattaforma al centomillesima visita che dovrebbe scoccare in questi giorni, senonchè il contatore ha smesso di funzionare. Allora, se non mi leggete per un po' o è scoppiata una guerra o mi sto trasferendo altrove.

 

 




permalink | inviato da ariela il 18/6/2010 alle 15:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
11 giugno 2010
WOW, surprise

 

Indovina indovinello, cosa fai quando vedi che una persona a te cara è giù, giù, giù?

                   




permalink | inviato da ariela il 11/6/2010 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
CULTURA
9 giugno 2010
La sfiga di essere il popolo eletto

Preso ringraziando da http://ilblogdirio.blogspot.com 

Non sono Ebreo, sono un (ex Cristiano, oggi semplicemente) agnostico, ma sono interessato da oltre vent'anni alla cultura di Israele e, di conseguenza, all'Ebraismo come parte essenziale di quella cultura.
Vorrei, in questo post, parlare dell'Ebraismo così come è visto da un non Ebreo, ma lo voglio fare a modo mio: ironizzando ove possibile, utilizzando metafore "leggere" ed assolutamente irriverenti.
Non lo faccio con l'intenzione di offendere alcuno; solo per rendere più scorrevole la lettura.
E perché io sono fatto così.
Mi prendo tutta la responsabilità di quel che scrivo, ovviamente, a condizione che non mi mandiate a casa i "pacifisti" della Mavi Marmara, nel cui caso ritratterò ogni cosa senza ritegno. :-)
Prima di tutto, lasciatemi dire una cosa.
Diversamente dai fedeli delle altre due "Religioni del Libro", gli Ebrei non sono mai andati in giro a cercare di "ebraicizzare" il mondo.
Benché - come tutti noi - anche loro abbiano fatto un po' di pulizia etnica nei tempi antichi (pensiamo a Gerico, ad esempio), tutte le guerre che gli Ebrei hanno combattuto, e che ancora oggi combattono, sono servite e servono solo a proteggere il loro spazio vitale, Israele, e tenerlo per quanto possibile al sicuro.
Nella storia non ci sono mai state "crociate ebraiche".
Nella storia non ci sono mai state "jihad ebraiche".
Ci sono state, ed ancora ci sono, guerre combattute da un popolo che dice, all'incirca: «Noi siamo Ebrei. Noi viviamo in Israele. Per una volta nella storia, lasciateci in pace!»
Gli Ebrei, inoltre, sono un popolo particolare: si considerano "il Popolo Eletto" che, ad un occhio superficiale - ed in giro ce ne sono tanti - può sembrare un'affermazione un po' snob; un po' come dire: «Noi siamo il Popolo Eletto, quindi voi altri fate un po' come vi pare, drogatevi, fate sesso non sicuro, tanto state lì solo per fare volume».:-)
Ma la storia ci insegna invece una lezione del tutto diversa: lungi, lungi, (l'ho già detto, "lungi"?) dall'essere una benedizione, il Patto di Dio con il Popolo di Israele somiglia piuttosto ad una iattura.
Per qualche strano motivo, per via del Patto, il resto del mondo ha sempre considerato gli Ebrei come i soli impiegati autorizzati ad iscrivere il nome di qualcuno nella lista dei "VIP" di Dio. In fondo, erano il Popolo Prescelto! Avevano ricevuto i Dieci Comandamenti direttamente dall'Autore!
Nella storia, diversi uomini non Ebrei e con un grande ego pare si siano rivolti agli Ebrei per ottenere una sorta di "timbro di approvazione ufficiale di Dio", una specie di "Alto Patronato Divino" per le loro imprese.
Tra questi, ad esempio, Napoleone Bonaparte e Maometto, la cui dottrina di persecuzione e cacciata degli Ebrei dalla Penisola Arabica deriva proprio dal fatto di aver cercato di farsi riconoscere come nuovo profeta dalle comunità ebraiche locali ed essersi sentito rispondere sempre che c'era una lista d'attesa lunga come quella per una visita specialistica alla ASL di Caltanissetta.
Dall'altra parte, tutti quelli che volevano sostituire una qualche ideologia al posto di Dio, come Hitler o Stalin, hanno sempre avuto in agenda l'annotazione "liberarsi degli Ebrei". Del resto, se si vuole colpire duramente Dio, bisogna prima di tutto occuparsi dei suoi "alleati terreni", no?
Di conseguenza, non esiste un altro popolo nella storia del mondo intero che sia stato sistematicamente perseguitato per praticamente nessuna ragione, come gli Ebrei.
Pensateci.
Gli Ebrei non avevano un esercito pericoloso.
Non avevano certo una nazione potente alle spalle che potesse minacciare la vostra.
Non cercavano di convertirvi.
Nonostante le stronzate dei nazisti, dei revisionisti e del Movimento Cinque Stelle, non controllano affatto l'economia (...casomai Hollywood, ma questa è un'altra storia).
Non hanno fatto nulla agli altri, se non rifiutare Gesù di Nazareth e Maometto come loro profeti, perché volevano semplicemente continuare a vivere la loro fede così com'era.
Non erano in cerca di nuovi profeti. Punto.
E' un delitto, questo?
Eppure, molti nel mondo li hanno obbligati a sentirsi estranei ed indesiderati ovunque, persino a casa loro.
Se un gruppo di giornalisti del Jerusalem Post gira una (esilarante!) parodia di "We Are The World" per denunciare la sistematica disinformazione in chiave anti-ebraica da parte dei mass media di tutto il mondo, qualcuno si sente autorizzato a scendere in strada e ad insultare gli Ebrei del Ghetto di Roma.
Se Hamas lancia missili qassam sulle abitazioni civili delle città israeliane di confine ed Israele, dopo sei mesi di proteste inascoltate, in risposta invade la Striscia di Gaza, qualcuno condanna Israele "per l'aggressione".
Come se tu mi prendi a cazzotti in faccia ed io non reagisco ma protesto, protesto, protesto e poi, dopo sei mesi, mi rompo le palle, ti spacco la faccia e... la colpa è mia.
"Ad Israele non si perdona mai niente", scriveva Angelo Panebianco in un corsivo sul Corriere della Sera di venerdì scorso.
Altro che il Popolo Eletto...!
Nel leggere alcune dichiarazioni politiche, io mi domando spesso che cos'è che una certa Sinistra ed una certa Destra vorrebbero dagli Ebrei.
Magari vorrebbero che si lasciassero sterminare serenamente, senza occupare sempre le prime pagine dei giornali con le loro "assurde" pretese, tipo che non si può permettere di far giungere un carico navale non ispezionato in un porto controllato da un'organizzazione terroristica, il cui scopo dichiarato è quello di "ributtare a mare gli Israeliani"?
Il "privilegio" del Popolo Eletto - specie di chi vive in Israele - consiste nell'essere costantemente preso a pesci in faccia da gente che non ha la benché minima idea dei problemi del Medio Oriente, e che in passato si è votata al totalitarismo religioso, nazifascista o comunista per molto meno di quello che gli israeliani passano ogni giorno.
Una bellezza. Verrebbe da dire che non si fanno patti col Diavolo, ma nemmeno Dio scherza.
Io sono agnostico e quindi di religioni non mi intendo: ma se il mondo dovesse rinascere e Dio volesse fare un nuovo Patto con qualcuno, cari amici Ebrei, permettetemi un consiglio fraterno. Fate come nel programma TV "Affari Vostri": ringraziate Dio, rifiutate "il pacco" ed andate avanti.
L'hitraot, (Rio)                                                                                       
                                      




permalink | inviato da ariela il 9/6/2010 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
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